Sono ancora senza indagati gli accertamenti sulla fine di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, madre e figlia morte avvelenate dalla ricina a Pietracatella. Al momento le uniche ipotesi accusatorie riguardano i cinque medici per i quali è ipotizzato l’omicidio colposo nel filone parallelo, quello relativo al trattamento sanitario delle due donne. Per quanto invece riguarda l’eventuale assassino, o assassini, la Procura procede con i piedi di piombo. Per questo prima che emergano dei nomi potrebbero passare ancora dei mesi.
Le indagini sulla ricina a Pietracatella
Indagine per duplice omicidio
I campioni prelevati e inviati in Germania
Le indagini sulla ricina a PietracatellaIl motivo alla base della cautela della Procura di Larino riguarda la complessità degli accertamenti scientifici, ma anche la scelta di attendere un quadro probatorio il più possibile completo prima di procedere con le prime, eventuali, iscrizioni nel registro degli indagati.Gli inquirenti starebbero infatti aspettando il completamento di tutte le consulenze tecniche. I pm, in sintesi, hanno deciso di non procedere con una “pesca a strascico”. La loro, al contrario, se e quando decideranno di svelare le carte, sarà un’azione chirurgica.ANSAAntonella Di Ielsi (seconda da destra) e Sara Di Vita (destra) con Gianni Di Vita e l'altra figlia in una immagine esposta durante i funerali nel Santuario della Madonna di Costantinopoli a Pietracatella, in provincia di Campobasso, 10 gennaio 2026.Indagine per duplice omicidioTale estrema cautela, come appare evidente, sta portando a un allungamento dei tempi dell’inchiesta.Al momento la Procura indaga contro ignoti per duplice omicidio aggravato dall’uso di sostanze venefiche.I campioni prelevati e inviati in GermaniaIntanto sono 131 i campioni biologici e ambientali prelevati nell’abitazione della famiglia a Pietracatella.






