I risultati dell’autopsia sui corpi di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, mamma e figlia morte per sospetto avvelenamento da ricina a Pietracatella, hanno ribadito che “con ogni probabilità anche un approccio diverso dei medici non avrebbe potuto impedire il decesso delle due donne a causa dell’elevata presenza del veleno”.

Morte avvelenate dalla ricina a Pietracatella, i risultati dell'autopsia

La comparsa dei primi sintomi

L'analisi di alimenti e oggetti

Morte avvelenate dalla ricina a Pietracatella, i risultati dell’autopsiaCome anticipato dal Tg1, i risultati dell’autopsia sono stati depositati il 9 luglioCi sarebbero allegati anche gli esami svolti dal centro antiveleni Maugeri di Pavia.ANSANell’autopsia si legge: “Alla luce dell’elevato quantitativo delle tossine del ricino individuate agli esami tossicologici, dell’assenza di antidoto specifico e della rapidità evolutiva del quadro, non è possibile affermare che una diversa condotta sanitaria avrebbe impedito il decesso della paziente”.Inoltre “le indagini chimico-tossicologiche eseguite sui campioni biologici” delle vittime hanno fatto emergere “valori compatibili con un’intossicazione acuta da tossine del ricino”.La comparsa dei primi sintomiL’autopsia ha fatto luce anche sulla comparsa dei primi sintomi che hanno portato poi alla morte di madre e figlia.