Un profilo solitario e schivo nella vita reale, un'intensa attività di propaganda jihadista e neonazista online. Lo sfogo nelle chat: «Se avessi due anni in più, farei parte di loro»
All’esterno, la figura di un adolescente come tanti, descritto dagli investigatori come «schivo e poco incline al dialogo con i coetanei». Sul web, invece, la doppia vita di un sedicenne immerso in una pericolosa deriva ideologica fatta di terrorismo internazionale, fascinazione per il neonazismo e apologia della violenza politica e religiosa. Questo il ritratto del giovane di Como, nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dalla gip del Tribunale per i Minorenni di Milano, Laura Margherita Pietrasanta. La misura è scattata a seguito delle indagini condotte dalla Digos, che hanno tracciato l’attività online del sedicenne su piattaforme criptate e ad alto tasso di anonimato.
Il sincretismo dell’odio: dalla svastica alle armi di Daesh
Dall’analisi del cellulare e delle tracce digitali dell’indagato è emersa la compresenza di simboli e messaggi legati a due matrici apparentemente opposte, ma unite dalla radicalizzazione: la propaganda jihadista e quella suprematista. L’account del sedicenne mostrava un’immagine del profilo con la bandiera dello Stato Islamico sovrastata da due fucili d’assalto tipo kalashnikov. Contemporaneamente, nelle chat private il giovane si rivolgeva ai suoi interlocutori con il saluto «Heil Hitler» e condivideva materiale condito da svastiche, riferimenti al codice numerico neonazista “88” (simbolo per Heil Hitler) ed espressioni come «White power».










