Il 15 agosto 2021 i talebani sono tornati al potere in Afghanistan. Kabul ha cambiato volto in poche ore e l'aeroporto è diventato il punto terminale di una fuga disperata. Cinque anni dopo, quelle immagini sono lontane dall'attenzione internazionale, ma la crisi non è finita. Terremoti, rimpatri forzati dall'Iran e dal Pakistan e nuove ostilità nella regione hanno aggravato lo stato di emergenza. Divieto dopo divieto, le donne sono state escluse dagli studi, da gran parte del lavoro e cancellate dalla vita pubblica, mentre la recente presenza a Bruxelles di rappresentanti tecnici delle autorità talebane ha aperto dure polemiche. La riduzione degli aiuti internazionali rischia ora di interrompere attività già operative, disperdere competenze e radicare ulteriormente il sistema di esclusione.
'Dopo cinque anni di crisi, non si tratta soltanto di rispondere all'emergenza, ma di preservare le possibilità di ripresa e impedire che gli effetti dei divieti diventino irreversibili. Ogni donna che riesce ancora a formarsi, lavorare e produrre reddito mantiene aperta una possibilità di ricostruzione per l'intero Paese', racconta Arianna Briganti vicepresidente di Nove Caring Humans, che racconta in lavoro svolto dalla ong prima e durante questi cinque anni.






