Tra un quartiere denso, coperto di asfalto e cemento, e uno vicino a parchi e aree verdi possono esserci diversi gradi di differenza, di giorno come di notte. Per proteggere la popolazione dalle ondate di calore non basta dunque una lettura media del territorio comunale: occorre individuare isolato per isolato dove le temperature più alte incontrano le persone più fragili e la minore disponibilità di luoghi freschi.

È su questa scala che interviene il nuovo servizio sviluppato dalla società livornese Simurg Ricerche per le amministrazioni comunali. Il modello incrocia la distribuzione del calore urbano, le caratteristiche della popolazione e la presenza di rifugi climatici, così da classificare le diverse zone in base alla priorità d’intervento.

La necessità di affinare gli strumenti di prevenzione cresce insieme alle temperature. Prima dell’inizio di agosto l’Italia ha già attraversato quattro ondate di calore, mentre quello del 2026 è stato il giugno più caldo mai registrato nell’Europa occidentale: secondo il bollettino climatico di Copernicus, la temperatura media ha superato di 3 °C il riferimento 1991-2020. Nelle estati comprese tra il 2022 e il 2024, i decessi attribuibili al caldo in Europa sono stati complessivamente oltre 180mila.