Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiTumtumtumtumtum… il motore 2 tempi della mia Vespa pistona quieto di curva in curva nella gloria dei suoi 125 cc e appena 7 cavalli di potenza.
Fa caldo e non c’è un’anima viva, ma quello che vedo mi ripaga di tutto. Sono sulla SS 226 della Valle Scrivia, che mi sta portando nel cuore della provincia di Genova da Busalla a Laccio frazione di Torriglia dove andrò in giù per il tunnel della Scoffera, quello delle Ferriere, Chiavari e poi l’Aurelia col passo del Bracco verso Levanto (Spezia), nelle Cinque terre dove mi aspetta l’amico Lorenzo per l’ultima puntata del nostro programma in radio. La strada si svolge sinuosa sopra un canyon, in fondo al quale c’è lo Scrivia che scorre. Pare un torrentello, visto da qui: biancheggiano i sassi in mezzo all’acqua scura, in questa gola completamente nel verde. Le montagne sono alte, tutte coperte di boschi e a volte attraversate da qualche elettrodotto: passo per paesi e paesuzzi di poche case che sembrano dei piccoli presepi, dove la gente sta fuori a guardare chi passa lungo la statale. Silenzio. Entro nell’ombra, sembra quasi un tunnel verde di alberi e laggiù in fondo l’acqua fa capolino luccicando. Vorrei fermarmi a scattare una foto, ma non c’è nessuno e non vorrei spuntasse qualche auto all’improvviso: la prossima volta mi fermerò e darò fondo al rullino della Leica che porto al collo. Qui sei solo con i tuoi pensieri che volano via in un cielo di un azzurro sbigottito, a quest’altezza in fondo non t’interessa più niente. Una specie di reset interiore, bellissimo.








