Un ritratto di Nicola Barbarani Spagnoli (courtesy Luisa Spagnoli)
«Il cambiamento è un fattore importante per continuare a evolvere e migliorarsi. Ciò che conta però è anche il rispetto per la tradizione e per la propria storia». E del resto la filosofia di Luisa Spagnoli, l’azienda di cui Nicola Barbarani Spagnoli è executive vice president, mira da sempre a fare del passato una narrazione capace di rinnovarsi senza snaturarsi, mantenendo coerenza, rispetto e continuità con quelle radici che rappresentano, in modo quasi naturale, l’identità del marchio.
Bisogna saper guardare indietro per guardare avanti. Bisogna crescere senza smarrirsi. Ma, soprattutto, bisogna saperlo fare con grazia e con quell’attitudine che il giovane manager umbro, quinta generazione della dinastia legata a un marchio che, nel 2028, festeggerà i suoi primi cent’anni, ha dimostrato fin da subito di possedere. E senza viverla come una sfida, perché il suo desiderio è sempre stato quello di lavorare per l’azienda di famiglia, mosso dalla passione per la moda e per la creatività, e affascinato dalla storia di una realtà nata dall’intuito eccezionale di una donna e portata avanti, oggi, da un’altra donna, la madre Nicoletta Spagnoli. Ma non si tratta di una rivoluzione perché la traiettoria luminosa di Luisa Spagnoli è stata guidata anche da importanti presenze maschili. A partire da Mario Spagnoli, il figlio della fondatrice scomparsa prematuramente, che trasformò il laboratorio di capi in maglieria della madre in un’impresa modello e illuminata, visti i tempi, per le iniziative sociali intraprese, fino ad arrivare a Lino, il nonno di Nicola, che per primo costruì la rete commerciale del marchio. E oggi un altro uomo è pronto a dare forma alla sua visione e, soprattutto, a perpetuare quell’amore per le donne che il marchio riflette da sempre.








