Con un aumento di appena un grado della temperatura media globale, il riso va in tilt. A suggerirlo è una nuova analisi pubblicata su Science Advances da un team di ricerca coordinato dall'Università di Pechino, secondo cui in un mondo più caldo di appena un grado la resa di questo cereale diminuirebbe globalmente di circa l'8%, molto più di quanto stimato in precedenza. Dati che suggeriscono come sia stato finora sottovalutato uno degli effetti più concreti del riscaldamento globale: l'impatto dello stress termico sull'alimento base di oltre la metà della popolazione mondiale.

Gli effetti dei cambiamenti climatici

Sebbene la vulnerabilità della resa del riso ai cambiamenti climatici sia ormai assodata, le stime sulla perdita variano notevolmente da studio a studio. Ad esempio, come vi abbiamo raccontato, una ricerca pubblicata su Science Advances dalla Stanford University, mostrava che negli ultimi decenni gli eventi estremi, come la siccità e le inondazioni, hanno ridotto significativamente i raccolti di riso. In particolare, tra il 1980 e il 2015 è stata stimata una riduzione media dell'8% all'anno per la siccità e del 4,3% per le inondazioni.

Lo studio sul riso

Per capire quanto il riscaldamento globale possa influenzare la produzione dei raccolti di riso, gli autori del nuovo studio hanno passato in rassegna i dati di 214 esperimenti di riscaldamento condotti in campo, monitorando la risposta delle piante durante le diverse fasi della loro crescita. Dalle successive analisi è emerso che l'esposizione a temperature elevate (30-35 gradi) ed estremamente elevate (superiori ai 35 gradi) sono i principali fattori che causano la riduzione della resa. La fase di sviluppo più vulnerabile, inoltre, è risultata essere quella riproduttiva, ossia quando la pianta comincia a formare i chicchi di riso. In questo periodo, infatti, un solo giorno aggiuntivo con temperature superiori ai 30 gradi centigradi si è osservato un calo della produzione dall'1,1% fino all'1,8%.