Una vulnerabilità del kernel Linux, identificata come CVE-2026-64561 e soprannominata Zapscape, mette in discussione l’isolamento tra macchine virtuali e host.

Il difetto interessa KVM/x86, la tecnologia basata sul kernel utilizzata per eseguire sistemi virtualizzati in datacenter, infrastrutture cloud e server aziendali. In determinate condizioni, codice eseguito in un guest può provocare una corruzione della memoria dell’hypervisor e arrivare all’esecuzione di comandi con privilegi elevati sul sistema host.

La falla è stata segnalata dal ricercatore Hyunwoo Kim ed è rimasta nel codice per circa sei anni, fino all’integrazione della correzione upstream nelle scorse ore. Il rischio riguarda soprattutto gli ambienti che espongono la virtualizzazione annidata a macchine virtuali non completamente affidabili.

La falla nella shadow MMU di KVM

Zapscape è un use-after-free nella shadow MMU di KVM/x86, il componente che gestisce le strutture di traduzione degli indirizzi quando l’hypervisor mantiene pagine ombra per la memoria del guest. Il problema nasce nel percorso ricorsivo usato per liberare queste pagine: durante il reclaim, una root ancora coinvolta in un page fault può diventare obsoleta, mentre KVM continua a utilizzarla e a creare strutture figlie al suo interno.