Il Baseboard Management Controller (BMC) torna sotto i riflettori della cybersecurity. Una ricerca presentata alla conferenza Black Hat di Las Vegas ha mostrato che questo componente - il processore integrato nei server enterprise per il monitoraggio hardware da remoto - soffre ancora di vulnerabilità note da oltre dieci anni, a cui si aggiunge la scoperta di più di dodici nuove falle.
I BMC dispongono di un proprio firmware, sistema operativo, stack di rete e indirizzo IP indipendente, e consentono agli amministratori di riavviare le macchine, installare aggiornamenti, reinstallare sistemi operativi e monitorare l'hardware anche quando il server principale è spento o non risponde. Questa gestione "out-of-band" è preziosa per le operazioni IT, ma diventa un rischio significativo se un attaccante riesce a comprometterla, in quanto ottiene di fatto il controllo del server sottostante.
L'autore della ricerca, HD Moore, esperto di sicurezza firmware e fondatore di runZero, aveva già segnalato problemi analoghi nel 2013. A distanza di oltre un decennio, molte delle debolezze allora identificate risultano ancora presenti, a cui si aggiungono nuove vulnerabilità individuate in prodotti di HPE, Supermicro, Avocent, Huawei, Lenovo, Dell e altri produttori. Il nodo centrale resta IPMI, il protocollo che permette ai BMC di gestire i server out-of-band.







