Patch management
Vulnerabilità
Un’istruzione x86 che impiega più di un secondo per terminare sembra quasi un errore di progettazione. Eppure proprio un’operazione così lenta può mettere in crisi una delle assunzioni su cui poggia da decenni la sicurezza del firmware dei PC. Il progetto pubblicato su GitHub dal ricercatore Christopher Domas, mostra che mantenendo occupato un core della CPU abbastanza a lungo, è possibile impedirgli temporaneamente di partecipare alla sincronizzazione richiesta dal System Management Mode (SMM).
SMM fa parte dell’architettura x86 da decenni e continua a svolgere funzioni firmware di basso livello sui sistemi moderni: il codice SMM eseguito in questa speciale modalità della CPU lavora in un’area di memoria riservata, chiamata SMRAM, che Windows, Linux e gli altri sistemi operativi non possono normalmente leggere o modificare. Quando il firmware deve svolgere alcune operazioni di basso livello, il processore interrompe per un momento ciò che sta facendo e passa a questo ambiente separato, molto più privilegiato del normale kernel del sistema operativo. Se il codice firmware che gira in questa modalità contiene un errore, un attaccante potrebbe sfruttarlo per intervenire su parti del sistema che il software ordinario non può raggiungere.






