Il mondo dello sci saluta una delle sue regine. A 35 anni, 18 dei quali spesi sui pendii della Coppa del Mondo, Lara Gut dice basta. A lasciare il Circo Bianco è una delle campionesse più forti di sempre. A casa sua, a Comano nel Canton Ticino, più che una bacheca la sciatrice svizzera ha una galleria di trofei: tre medaglie olimpiche, nove mondiali, due Coppe del Mondo generali (2016, 2024), sei coppette di super G e una di gigante. In carriera ha ottenuto 48 vittorie e 101 podi, quest’ultimo un record al femminile.
Dopo l’infortunio dello scorso autunno in allenamento sulle nevi americane di Copper Mountain che le ha provocato la rottura del legamento crociato anteriore, del collaterale mediale e una lesione al menisco del ginocchio sinistro, e l’ha costretta a saltare tutta la stagione, comprese le Olimpiadi di Milano-Cortina, la notizia era nell’aria, sebbene i Mondiali in programma il prossimo mese di febbraio a Crans Montana potessero far pensare a un addio in grande stile in casa. Niente di tutto ciò.
Oltre le urla di Cortina: il tramonto di Lindsey Vonn non oscuri una carriera magnifica
L’ANNUNCIO DEL RITIRO
Diretta come le sue traiettorie sulla neve, tagliente come le lamine dei suoi sci, Lara Gut è una che non ci ha mai girato troppo intorno: se ha qualcosa da dire lo dice, senza i filtri edulcorati degli uffici stampa, a costo di risultare persino scomoda. Un esempio? Un anno fa fu proprio lei, che social non è, a tuonare contro i social che governano ormai tutto. Mai banale Lara Gut.











