Circa una cinquantina di partecipanti, non solo musulmane, per il primo appuntamento in piscina a Tor Tre Teste, dedicato a sole donne: «Ci siamo divertite tantissimo». La Comunità islamica, a Open, replica alle polemiche: «Una cosa di una gravità inaudita»

La notizia circolava ormai da una decina di giorni, ma solo mercoledì 5 agosto, per la prima volta, le porte della piscina di Tor Tre Teste, nel Municipio V a Roma, si sono aperte al primo appuntamento per sole donne, musulmane e non. L’iniziativa aveva suscitato numerose proteste, soprattutto per il coinvolgimento della Comunità Islamica di Roma, ma si è poi svolta regolarmente. Gli organizzatori la definiscono ora «un vero successo». Nei giorni scorsi erano state diverse le informazioni non del tutto esatte circolate sull’evento, insieme alle polemiche che avevano cercato di vietare l’utilizzo dello spazio, fino alla minaccia di un’interrogazione parlamentare. Ahmed Vall Ould Dah, presidente della CIR commenta a Open: «Una cosa di una gravità inaudita».

Come è nata l’iniziativa

Il primo post che raccontava l’iniziativa dal nome Piscina estate per donne, targata Comunità Islamica di Roma, risale al 27 luglio. Nel manifesto si leggeva: «tutti i mercoledì di agosto» e «turno mattina 7:30-9:30» e «turno sera 18:30-20:30». E, in calce, la tariffa: 40 euro. La promessa, quella di «uno spazio riservato e sicuro, dedicato al relax tra le donne». Nessun riferimento specifico all’islam, anche se Aimen Yousaf, responsabile ufficio stampa CIR, racconta a Open: «L’iniziativa aveva un intento molto semplice, ovvero quello di dare la possibilità a donne musulmane che, per ragioni religiose e perché seguono precetti religiosi di riservatezza, preferiscono frequentare ambienti non misti». Come specifica poi il presidente CIR: «Chiunque poteva venire, come voleva: col burkini o con il bikini. L’importante era rispettare le norme igienico-sanitarie della struttura».