Firenze, 7 agosto 2026 – La Toscana entro fine anno vuole approvare il Piano regionale di sviluppo, dopo la discussione in Consiglio regionale. Il presidente della Regione Eugenio Giani ha detto di voler presentare “a settembre la prima informativa sul Piano regionale di sviluppo della Toscana”. Giani si è riunito con i sindacati e le associazioni di categoria sul rilancio industriale dell'economia toscana. "Nei giorni precedenti avevo avuto una riunione esclusivamente con le organizzazioni sindacali, perché avevano una manifestazione", lo sciopero del 9 luglio dei settori industriali e manifatturieri "e avevano chiesto un'interlocuzione costante. Ora ho voluto allargare la proposta di quei cinque punti per la reindustrializzazione e la valorizzazione dell'economia toscana a tutte le organizzazioni di rappresentanza, della grande, piccola e media industria e della cooperazione". "Ho finalizzato gli interventi per la valorizzazione della nostra economia - ha spiegato - verso il nostro Piano regionale di sviluppo. Ho detto a tutti dopo un'ampia discussione di presentare i documenti che possano ispirare a settembre la prima informativa che presenterò in aula". In una nota congiunta a firma dei segretari generali di Cgil e Uil Toscana Rossano Rossi e Paolo Fantappiè e del segretario organizzativo della Cisl Toscana Alessandro Beccastrini, i sindacati fanno sapere di aver ribadito la necessità "di indirizzare gli investimenti pubblici verso la creazione e il consolidamento di imprese capaci di garantire occupazione stabile, qualità del lavoro, un solido radicamento nel territorio e un adeguato trattamento salariale". Le organizzazioni sindacali hanno inoltre richiamato l'importanza di assicurare l'applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, "promuovendo al contempo la contrattazione integrativa di secondo livello come strumento di partecipazione, crescita della produttività e redistribuzione della ricchezza prodotta". Infine per i tre segretari sindacali il futuro piano di sviluppo "dovrà prevedere un modello lavorativo diverso da quello attuale", mettendo al centro "la stabilità del rapporto di lavoro e la qualità dello stesso con cospicui investimenti sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro".