Non solo Cipro verrà agganciata alla rete europea, ma Israele avrebbe così un canale marittimo di riserva verso l’Europa: ecco la ragione delle numerose avversità che il progetto ha trovato sulla propria strada. Quando si realizzano e si affrontano progetti simili nel Mediterraneo, non ci si può limitare ad inquadrarli singolarmente, ma è necessario ampliarne costi e benefici su larga scala, immaginando un ventaglio di reazioni da Gibilterra ai Dardanelli
“Finestra” francese per il cavo sottomarino Grecia-Cipro, l’interconnessione elettrica Great Sea Interconnector (GSI) che si affida a Parigi per superare l’ostacolo principale, ovvero le reazioni turche. La partita è molto più ampia dell’Egeo, perché investe le relazioni dei Paesi coinvolti con i principali partner internazionali (Israele, Stati Uniti, Turchia) oltre che gli equilibri mediterranei, visto che la Turchia ha reagito inviando delle navi e gli Usa sono fortemente interessati ad investirvi. Per cui l’ingresso di Meridiam nel cavo sottomarino è una specie di “voto di fiducia” a conclusione di mesi di negoziati tra Atene e Parigi, volti a migliorare le condizioni che potrebbero consentire la realizzazione dell’interconnessione.











