La Consulta statutaria della Basilicata blocca il referendum sui mini-vitalizi dei consiglieri regionali. Il verdetto: «Il calcolo contributivo non si tocca, non è un privilegio»

LA CONSULTA di Garanzia Statutaria della Basilicata ha dichiarato inammissibile il quesito referendario mirato ad abrogare i vitalizi dei consiglieri regionali. Ma allo stesso tempo lancia un monito ai legislatori lucani. Che il Consiglio Regionale approvi le leggi di attuazione per gli istituti di partecipazione democratica (come il referendum approvativo) previsti dal nuovo Statuto.

Dunque, nonostante il pieno rispetto dei requisiti formali, delle firme e dei tempi di consegna, il giudizio della Consulta blocca la consultazione popolare in Basilicata sullo stop alle indennità differite, i cosiddetti vitalizi.

Il verdetto, siglato dal presidente Fulvio Pastore e dai componenti Francesco Gallipoli e Donatello Cimadomo, mette la parola fine a una battaglia politica che infiamma i corridoi di via Verrastro. I promotori puntavano alla cancellazione totale del trattamento previdenziale dei consiglieri regionali lucani. Un impianto normativo che dal 2025 impone il calcolo contributivo e non assistenziale per chi siede in Consiglio, con l’obiettivo di superare la stagione dei vecchi e contestati vitalizi.