di

Matteo Persivale

Il tycoon usa toni da maccartismo e spera che l’ascesa dei candidati radicali danneggi i dem. Tra i suoi cavalli di battaglia, le accuse ai democratici di voler proibire la vendita di benzina e ai proprietari di auto elettriche di essere malati

NEW YORK - «Maga Warrior», guerriero Maga. Mentre tornava a Washington dal brevissimo tour tra California e Nevada, l’altra notte il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sganciato dall’aereo mediante Truth Social una serie di «endorsement» per i candidati repubblicani in vista del voto di novembre, battezzando tutti i prescelti con l’onorifico vagamente omerico.

Quella di novembre sarà politicamente una guerra con in palio il Congresso attualmente repubblicano: la Camera che in mano ai democratici potrebbe regalargli il terzo impeachment, il Senato che potrebbe — condizionale d’obbligo, i democratici devono mantenere tutti i loro seggi e prenderne quattro ai repubblicani — stroncare tutte le sue nomine e minare la sua politica estera.