Il presidente ha rispolverato vetuste minacce da guerra fredda. Ovviamente si tratta strumenti di distrazione di massa, per non parlare del prezzo del gas che sale, di una guerra inutile con l'Iran che non si conclude, o delle inchieste che lo riguardano. Ma c’è anche un modo per incidere sulle divisioni interne ai democraticiNelle ultime settimane Donald Trump ha riesumato un vecchio spauracchio della propaganda americana: la cosiddetta red scare, ossia la paura del comunismo. Prima ha definito Zohran Mamdani, il sindaco di New York, «comunista al 100%», minacciando di ridurre i fondi federali destinati alla città, poi ha scritto che gli americani devono «ribellarsi» prima che quell’«ideologia malata» del comunismo, ormai sposata, a suo parere, dai democratici, diventi dominante. Poi è arrivato a dire che il comunisChiara CordelliProfessoressa ordinaria di filosofia politica all’università di Chicago e senior research fellow a Sciences Po, Parigi. È autrice di Privatocrazia (Mondadori 2022) e The Privatized State (Princeton University Press 2020).