Antiche fortezze, relais storici e dimore nobiliari raccontano una nuova idea di ospitalità. Dai vigneti della Toscana alle Dolomiti, i castelli italiani diventano destinazioni dove vivere il territorio attraverso cucina, vino e benessereAntiche fortezze, relais storici e dimore nobiliari raccontano una nuova idea di ospitalità. Dai vigneti della Toscana alle Dolomiti, i castelli italiani diventano destinazioni dove vivere il territorio attraverso cucina, vino e benessereIn un universo astratto e indefinito, un gruppo di dame e cavalieri arriva nei pressi di un castello: questo luogo diventa una sorta di sosta obbligata di fronte ai pericoli della selva circostante. Non si conoscono e pare che, per via di un incantesimo, abbiano perduto la parola. Così l’oste presta loro un mazzo di tarocchi e, seduti attorno a un tavolo, sfruttano la simbologia delle carte per raccontare la propria storia e i motivi che li hanno condotti lì. Ne "Il castello dei destini incrociati" di Italo Calvino, ambientato nel Medioevo con i tarocchi viscontei, gli avventori dovevano inventarsi la giornata. Oggi, chi sceglie un antico maniero per trascorrere le vacanze o provare a staccare la spina dalla routine quotidiana, intreccia arte, storia, tradizioni e ritmo lento del passato con un’esperienza a cinque stelle.«La nostra è una casa privata aperta al pubblico che è diventata una destinazione», esordisce Corso Baccheschi Berti che con i fratelli Brando e Neri gestisce il Castello di Vicarello, nel cuore più autentico della Maremma toscana, circondato da boschi, ulivi, orti e vigne coltivate "ad alberello". «Negli anni abbiamo costruito una relazione con la clientela, composta perlopiù da americani, e investiamo molto nella formazione del personale. Fra le attività che offriamo ci sono il laboratorio olfattivo con percorso introspettivo condotto dal naso Gabriela Grandi di Copihue Atelier, la partecipazione alla vendemmia nei sette ettari di vigneti biologici, la ricerca del tartufo. Oltre al servizio di voli privati verso l’Isola d’Elba», sottolinea Baccheschi Berti, che definisce quella al Castello di Vicarello un’esperienza ricca di autenticità, eccellenza e passione.Sempre in Toscana, a Montaione, svetta la roccaforte militare di Castelfalfi dal nome del re longobardo Faolfo che fondò il borgo: suite di grande metratura con giardino privato, fibre e materiali naturali per gli arredi e opere d’arte site-specific, firmate dall’artista ed ebanista Jean-Brieuc Chevalier e ispirate agli arazzi medievali millefleurs. L’enoturismo è al centro delle attività proposte dal Castello di Meleto, in provincia di Siena, il cui sito apparteneva ai monaci benedettini, con tanto di agri-osteria che esalta la filiera corta. Fra picnic in vigneto, visite alla fattoria e al Parco delle Api, corsi di cucina e spettacoli nel teatro di corte settecentesco.Fa parte di Como Hotels and Resorts, gruppo asiatico fondato nel 1991 a Singapore da Christina Ong che prevede nuovi investimenti in Italia per quanto riguarda gli edifici storici, il Como Castello del Nero di Barberino Tavarnelle. La dimora risale al XII secolo, è immersa in una tenuta di trecento ettari, impreziosita da affreschi rinascimentali e reinterpretata internamente dalla designer Paola Navone. Fiore all’occhiello è il ristorante La Torre, guidato dall’executive chef Giovanni Luca Di Pirro che attinge all’orto biologico certificato per realizzare ricette belle anche da vedere: dalla ricciola con zuppa fredda di cetriolo, mela verde e melone al cappuccino di cipolle ispirato alla Carabaccia, zuppa tipica toscana, passando per una selezione di carne di Simone Fracassi, rinomata macelleria del Casentino dalla storia centenaria, battuta al coltello con avocado e fragole.Per chi ama il lago, vicino Como il Relais & Spa Castello di Casiglio ha un impianto medievale a U con torre angolare e accoglie il ristorante LèCru con dehors, una cantina fornitissima, piscina scoperta e centro benessere. In estate funziona la formula brunch sia la mattina che la sera. Unico boutique hotel cinque stelle di Bolzano, Castel Hörtenberg è un esempio di stile oltradige: le sue origini risalgono al XIV secolo e conserva ancora oggi le quattro imponenti torri. Ventiquattro suite all’insegna della sostenibilità – nel parcheggio della struttura ci sono anche due colonnine per la ricarica delle auto elettriche – con panorama sulle Dolomiti, una palestra attrezzata Technogym, piscina riscaldata, la spa che guarda sul giardino botanico e una linea cosmetica, Trehs – Essence of the Alps –, che rispecchia l’approccio olistico al relax.Non lontano, a Chiusa, il lusso discreto di Ansitz Steinbock fonde l’architettura gotica con il design moderno: qui i pavimenti in legno di pino incontrano le pareti intonacate a calce, le saune private sono realizzate in legno di cembro, l’arredo è progettato da Antonio Lupi, le vasche da bagno portano la firma di Boffi e le lampade di Catellani & Smith. Vera chicca è la cantina del castello, con una selezione di oltre ottocento etichette conservate sei metri sotto il livello del suolo. «Costruire una cantina in un edificio come questo significa assecondare la storia: non abbiamo aggiunto nulla ma svelato un’antica prigione dove la pietra secolare garantisce umidità e temperatura perfette per le nostre bottiglie», spiega Bastian Winkler, sommelier del ristorante fine dining La Lumosa curato dallo chef René Tschager. «La selezione celebra l’eccellenza e la biodiversità dell’Alto Adige mettendo in primo piano i grandi bianchi della Valle Isarco come il Sylvaner e il Kerner accanto a rarità nate dal lavoro di piccoli vignaioli artigiani del territorio e a una gamma di etichette internazionali».Il Castello Odescalchi di Palo Laziale, a un’ora di macchina da Roma, domina la costa tirrenica con la sua sagoma. Già nella seconda metà dell’Ottocento accanto al maniero c’era uno stabilimento di bagni di mare raggiungibile comodamente in treno dalla Capitale. Nata come villino di caccia e sosta nei viaggi dei papi e dei nobili verso il porto di Civitavecchia e, successivamente, residenza del magnate americano Paul Getty, La Posta Vecchia è un relais di Pellicano Hotels con ventuno camere, il ristorante Da Aurelio, due piscine, un beauty club con trattamenti ayurvedici della terapista Woula De Fazio e perfino un museo privato. «Curare il design di una dimora storica come La Posta Vecchia significa prima di tutto ascoltarne la storia e rispettarne l’anima», racconta Marie-Louise Sciò, CEO e direttore creativo del gruppo. «Sommiamo il fascino della villa romana su cui sorge, il passato legato al collezionismo di Getty e alla sua collaborazione con lo storico dell’arte Federico Zeri, il dialogo costante fra arte, bellezza e natura. Il nostro lavoro è stato quello di togliere la polvere per far riemergere la sua autenticità, restaurandola con un approccio filologico rispettoso. Vogliamo offrire alla clientela un’esperienza sensoriale completa, dove ogni elemento accompagni l’ospite in un viaggio senza tempo. Così come è stato con la piscina all’aperto 5x20 metri che abbiamo inaugurato quest’anno, progettata nel rispetto dello spazio circostante».Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp
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