C'è un momento, dentro ogni stagione degli uragani, in cui un uomo davanti a uno schermo deve decidere per centinaia di migliaia di persone che non conosce. Deve dire se una spirale di nuvole larga quanto mezza nazione toccherà terra qui o duecento chilometri più in là, se arriverà con venti da tempesta o da catastrofe, se conviene svegliare una città nel cuore della notte oppure aspettare ancora sei ore.
Ogni ora che guadagna è una strada che si svuota, un ospedale che trasferisce i pazienti fragili, una barca messa in secca, una famiglia che parte prima del buio.
Ora quel margine si è allargato di ventiquattro ore.
Google DeepMind ha pubblicato su Nature i risultati di WeatherNext, un modello di intelligenza artificiale che prevede traiettoria, intensità e struttura dei venti di un ciclone tropicale con una accuratezza mai raggiunta prima: le sue previsioni a tre giorni valgono quanto quelle che i modelli precedenti riuscivano a produrre soltanto per i due giorni successivi, un salto che equivale a circa un decennio di progresso meteorologico. E, nello stesso giorno, ha fatto una cosa che nel mondo dell'AI non è affatto scontata: ha aperto il codice e i pesi del modello, mettendoli gratuitamente a disposizione di chiunque.














