È bastato solo un giorno al gigante californiano prima di cambiare idea e mettere offline la nuovissima funzione che integrava Nano Banana 2 con Google Earth: troppo facile creare deepfake
Per 24 ore il popolo del web ha potuto indossare le vesti di un essere supremo in grado di modificare a proprio piacimento la Terra. Lo stesso lasso di tempo è bastato a Google per tornare sui suoi passi e annullare questa investitura divina. Così dopo solo un giorno, il gigante californiano ha deciso di rimuovere la sua nuovissima funzionalità che integrava le potenzialità generative di Nano Banana 2 con il realismo delle immagini satellitari di Google Earth.
Il rischio disinformazione Chi ha potuto provarlo si sarà sicuramente sbizzarrito nel creare le modifiche paesaggistiche più assurde nei luoghi più iconici della Terra. Per quanto divertente e fantasioso, non era questo lo scopo che avevano in mente gli sviluppatori di Google. Anzi, al lancio della nuovissima funzionalità era stato promesso uno strumento utile sopratutto a ricercatori, architetti e designer. Poter immaginare le loro creazioni, integrandole direttamente con l’aspetto paesaggistico della città, avrebbe permesso agli addetti ai lavori di risparmiare tempo e fatica con programmi di rendering. I costi del servizio non erano trascurabili, anche in considerazione dello sforzo richiesto al motore generativo Nano Banana 2, basti pensare che per un utente gratuito il limite era di tre contenuti ogni 24 ore, mentre parliamo di 75 o 150 dollari al mese per livelli con più libertà di manovra.










