Torna in libertà Salvatore Pesce, esponente di punta dell'omonima cosca di Rosarno, in carcere dal 2010 e ristretto fino a ieri a Vigevano al 41-bis. La Corte d'appello di Milano su richiesta dei suoi difensori, avvocati Giacomo Iaria, Anna Maria Domanico e Francesco Arena, ha riconosciuto il vincolo di continuazione tra la condanna per associazione mafiosa e una per traffico di droga.
Pesce era stato arrestato nel 2010 nella maxioperazione della Dda di Reggio Calabria denominata “All inside” e condannato in via definitiva nel 2017 a 20 anni e 11 mesi di reclusione. Nel 2009, intanto, era stato già condannato dalla Corte d'appello di Milano a 15 anni per traffico di droga. Ebbene, in virtù del riconoscimento del vincolo della continuazione, la pena finale comminata a Pesce passa dai quasi 36 anni ai 26 e 11 mesi.
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