C’è un filo che lega due tra i più grandi protagonisti della musica emiliana, Vasco Rossi e Francesco Guccini. Un legame fatto di stima reciproca e di una dolorosa storia familiare che affonda le sue radici nella Seconda guerra mondiale. In un messaggio pubblicato ieri sui social, Vasco ha reso omaggio all’amico e collega con parole di profonda riconoscenza: "Ciao Francesco. Hai avuto una vita piena di musica e arte, non sei mai stato ’di moda’, ma sempre attuale e coerente con le tue canzoni. Di generazioni diverse, tu eri il grande Maestro, io l’allievo alle prime armi. Abbiamo respirato la stessa aria. Fra la Via Emilia… e il Roxi Bar". Al di là della musica, i padri dei due artisti, Giovanni Carlo Rossi, detto ’Carlino’, e Ferruccio Guccini furono entrambi Internati Militari Italiani (IMI). Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 rifiutarono di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e di collaborare con i nazisti. Furono catturati dai tedeschi. Ferruccio Guccini, già combattente nella campagna d’Africa del 1935, fu catturato a Corinto dopo l’8 settembre 1943 e deportato nei campi di concentramento di Leopoli e poi di Amburgo. Rientrò in Italia nell’agosto del 1945. Ferruccio riuscì appena a vedere il figlio Francesco nato prima della partenza per il fronte; quando tornò dalla prigionia, aveva compiuto cinque anni.