Commozione e ricordi, non solo nel mondo della musica e della cultura, ma anche della politica, alla notizia della scomparsa di Francesco Guccini.
Poeta, scrittore, fumettista, amante dei gatti ("Se a volte urlo la rabbia, poi dimentico e mi perdo nei mondi dentro agli occhi dei miei gatti", come recita la "Canzone delle situazioni differenti" del 1974), Francesco Guccini oggi è per tutti semplicemente il "Maestrone". Dalla politica all'universo del fumetto, dal cinema al mondo ecclesiastico, sono tanti i messaggi di quanti, trasversalmente, e da fronti diversi, hanno ricordato colui che Umberto Eco celebrava come "il più colto dei cantautori in circolazione". E assieme a Eco ce lo si immagina, "con la sua barba e quel suo corpaccio, con la sua erre padana e paesana", mentre imbraccia una chitarra e accorda la sua poesia dotta, "intarsio di riferimenti".
Molteplici gli omaggi al maestro, diversi e distanti come i temi e le note che hanno accolto il suo impegno in versi, dalla politica alla religione, dalla storia alla memoria collettiva, dall'amore all'impegno civile. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricorda Guccini "poeta, musicista, intellettuale che ha composto canzoni che hanno segnato questi anni, che parlano di impegno, di giustizia, di uguaglianza". A guidare il coro di interventi in ricordo del cantautore, è anche il lungo applauso della Camera: "Non è stato solo uno dei più grandi cantautori italiani, è stato un poeta che ha saputo raccontare il nostro tempo" afferma la capogruppo Pd Chiara Braga annunciando all'assemblea la scomparsa del cantautore. Se il sottosegretario alla Cultura, Pietro Cannella, parla di "perdita significativa per la musica d'autore italiana", il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, esprime il proprio cordoglio a Raffaella e Teresa per la perdita di un "artista profondo e fiero".












