di Angelo Bianco
Quando il prof. Piragine mi chiese all’esame di Otorinolaringoiatria, “tecniche chirurgiche del carcinoma delle corde vocali nel loro terzo medio”, ero appena al quarto anno di Medicina all’università di Pisa, io avevo due sole risposte. La prima era ammettere, a testa bassa, senza perder altro tempo, “prof., non le so” e la seconda, tronfio e a testa alta, “secondo me…” Ho scelto la prima, scusandomi della mia impreparazione e, così, l’ho sostenuto alla sessione successiva, volevo diventare un medico, non un influencer e presi un onorevole 24, otorino non era nelle mie corde.
In Medicina non c’è democrazia, si risponde e si opera secondo Scienza, l’anarchia si professa a Carrara che, a dirla tutta, poi, non è manco così male, è gente che ha una identità precisa, non cavalca le onde popolari, nulla a che vedere con Vannacci o Salvini, campioni del surf social. I medici che sono stati radiati e, oggi, se vogliono, possono essere riabilitati, hanno svolto la loro professione in un alveo scientifico personalizzato, il Covid non c’entra nulla: i cultori no vax erano già stati condonati, per loro si era tenuto fede ad una vergognosa promessa elettorale.
La nuova pacificazione è per quanti, invece, in epoca Covid, si sono chiamati fuori dalle regole che ci vincolano al sapere, ai protocolli, alle linee guida, alle raccomandazioni scientifiche, che si fondano su studi analitici, che tracciano ogni giorno l’evoluzione della Medicina dai tempi degli stregoni al robot. Lor tutti signori, “colleghi” proprio non ci riescono, hanno guidato i loro pazienti in senso esattamente inverso. Riammetterli negli Ordini, al pari di quanto è già stato per i no vax, significa sconfessare, un’altra volta, il fondamento su cui si fonda la medicina, l’assoluto rigore scientifico.








