Per la prima volta, un gruppo di scienziati ha utilizzato l’intelligenza artificiale per progettare nuovi virus. Lo ha rivelato il New York Times citando un nuovo studio pubblicato sulla rivista Science, secondo cui ricercatori della Stanford University e dell’Arc Institute di Palo Alto hanno addestrato un modello di AI a riconoscere i modelli presenti nelle sequenze genetiche naturali e a utilizzarli per progettare virus mai osservati in natura. La scoperta alimenta le speranze di importanti progressi medici, ma anche i timori che la stessa tecnologia possa un giorno essere usata per creare agenti patogeni pericolosi.

Creare virus sintetici non è una novità: gli scienziati sono da tempo in grado di ricostruire genomi virali in laboratorio per studiare i virus o sviluppare farmaci e vaccini. La novità è che questa volta a progettare le sequenze genetiche è stata l’intelligenza artificiale, che non si è limitata a replicare o modificare un virus esistente.

I ricercatori hanno utilizzato un modello chiamato Evo, simile per alcuni aspetti a ChatGPT, ma addestrato sulle sequenze genetiche anziché sul linguaggio. Come una lingua, anche il Dna ha una sorta di grammatica: le quattro lettere che lo compongono, A, C, G e T, devono seguire determinate regole perché una sequenza possa produrre molecole biologicamente funzionanti.