Il conto alla rovescia è iniziato. Da settembre i quattro frati rimasti nel Convento dei Cappuccini saranno trasferiti altrove. Arriveranno le suore francescane di Santa Elisabetta e tutto lascia pensare che l’associazione Padre Damiano da Bozzano sarà ‘sfrattata’. L’inevitabile riduzione degli spazi, oggi a sua disposizione per le varie attività, non potrà più consentire l’opera svolta in questi anni dai volontari sia dal punto di vista sociale che culturale. Pensiamo al salone di rappresentanza (restaurato di recente), al refettorio, alla grande piana giardino-orto, ai locali di deposito per i materiali necessari della ‘Mensa di carità’: senza questi spazi impossibile portare avanti l’Università al Convento, i corsi sulle erbe spontanee, le mostre, gli incontri, la Cappucciniana, la ’Mensa della carità’ e gran parte delle iniziative che hanno caratterizzato, con successo, gli ultimi anni del Convento. Non solo. Verrà a mancare anche l’operatività della chiesa che non avrà più chi celebra messa e chi confessa e non saranno possibili le riunioni del gruppo di preghiera dedicato a San Pio.
La città si è mobilitata in queste ultime settimane per cercare di ’salvare il convento’. Sono state raccolte centinaia di firme, anche presso ’Libri in armonia’, è stato aperto un profilo Facebook, ma sembra che la decisione sia stata presa. L’associazione Padre Damiano da Bozzano, presieduta da Desiderio Antonioli, che conta circa 80 soci, tutti volontari, si è rivolta anche al vescovo Mario Vaccari, ma l’esito dell’incontro non ha dato i risultati sperati. Il vescovo si è detto consapevole dello ’stravolgimento’ che ci sarà con l’arrivo delle suore, ma si è dichiarato impotente. E poi in fondo l’attività dell’associazione può essere svolta anche altrove, senza tenere conto del fatto che l’opera dell’associazione ha preso corpo su una struttura che per le caratteristiche peculiari non ha possibilità di essere adeguatamente sostituita. In città, inoltre, molti ritengono che l’arrivo delle suore sia semplicemente preparatorio ad operazioni di tutt’altro genere, come accaduto in circostanze simili anche a Massa. E del resto le suore avrebbero potuto essere ospitate in altre strutture presenti in zona. Resta il fatto che con l’operazione in atto verrà a mancare ai massesi, proprietari morali del convento, un importante presidio francescano dove si fa cultura coniugata ad accoglienza, ascolto, condivisione, solidarietà oltre che misticismo.








