HomeViareggioCronacaMediceo, petizione contro i decibel. Il documento viene postato sui socialIl direttore della Fondazione pubblica la raccolta firme e si scatena il pandemonio contro i firmatariAl centro della discussione c’è la petizione di una sessantina di residenti contro la musica alta per gli eventi ospitati a Palazzo MediceoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLa petizione popolare per il "diritto al riposo" a seguito degli eventi al Mediceo si trasforma in un appello al sindaco a calmare i toni del direttore della Fondazione Terre Medicee. Ecco i fatti: alcuni residenti il 1 agosto hanno depositato la raccolta di firme lamentando il superamento della soglia dei decibel per i 14 eventi ospitati in un mese, con disturbo che proverrebbe anche dagli appuntamenti nell’area bar del Mediceo e dagli schiamazzi e viabilità per il deflusso post eventi. Ma quel documento è andato indigesto al direttore della Fondazione, Davide Monaco, che ha esternato la sua posizione sui social, scatenando commenti a go-go da parte dei cittadini. Da lì ecco la lettera dei firmatari della petizione per sollecitare il sindaco a intervenire. "L’iniziativa, nata dall’esigenza spontanea di numerosiə residenti – premettono i sottoscrittori – è stata improntata sin dal principio a un tono misurato, a uno spirito di fattiva collaborazione con le istituzioni. L’obiettivo è la ricerca di un punto di equilibrio tra il diritto al riposo dei cittadini e la valorizzazione culturale e commerciale del territorio. Invece il direttore generale della Fondazione Terre Medicee, ha pubblicato sul proprio profilo social privato il testo della petizione con un lungo intervento nel quale ha commentato il comportamento di una parte dei firmatari, facendo esplicito riferimento a relazioni personali (strette di mano, complimenti) e alludendo a presunti “favori” da lui concessi in passato. Tale iniziativa ha prevedibilmente scatenato reazioni denigratorie e polarizzanti nei confronti dei firmatari. Una petizione indirizzata al Comune non può essere utilizzata da un dirigente per avviare una pubblico dibattito sui social network, trasformando una legittima richiesta amministrativa in una disputa personale".