A Roma da una settimana più di duecento persone dormono per strada davanti allo Spin Time Labs, un palazzo di dieci piani tra la basilica di Santa Croce in Gerusalemme e piazza Vittorio, occupato da tredici anni da più di quattrocento persone.

I bambini giocano nelle piscine gonfiabili che i volontari gli hanno portato, qualcuno improvvisa una partita a pallone, altri si rinfrescano rincorrendosi con le pistole ad acqua. Lo considerano un campeggio improvvisato sulla strada.

I genitori invece hanno l’aria stanca e cominciano a non credere più che si possa trovare una soluzione. I volontari distribuiscono pesche e bottiglie d’acqua. Gli abitanti del palazzo sono seduti su sedie di plastica, brandine e panche all’ombra dei teli, ma temono di non rientrare più a casa, soprattutto dopo che il 6 agosto il fondo immobiliare che possiede l’immobile ha rifiutato la proposta del comune di Roma che voleva comprare il palazzo per renderlo agibile e regolarizzare l’occupazione.

“È stato un no irrevocabile”, ha dichiarato il sindaco Roberto Gualtieri dopo un incontro in prefettura con i rappresentanti del fondo. Gualtieri ha promesso di trovare in fretta, già la prossima settimana, sistemazioni per i nuclei familiari più vulnerabili.