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Agricoltura, agroalimentare, piccole imprese, logistica e servizi fanno del territorio pontino una delle realtà economiche più articolate del Lazio. In questo contesto il sistema bancario è chiamato non solo ad accompagnare l'innovazione, ma anche a sostenere la crescita dell'economia reale, garantendo accesso al credito e vicinanza a famiglie e imprese. Per il segretario provinciale della Fabi di Latina, Lidano Testa, la sfida è coniugare evoluzione del settore e funzione sociale del credito. Domanda. La provincia di Latina ha un tessuto economico fortemente legato all'agricoltura, all'agroalimentare, alle piccole imprese e ai servizi. Quale ruolo può svolgere oggi il sistema bancario per accompagnarne lo sviluppo? Risposta. Il credito continua a essere uno degli strumenti principali per sostenere la crescita del territorio. Le imprese hanno bisogno di interlocutori capaci di accompagnare gli investimenti e le famiglie devono poter contare su un sistema bancario vicino alle loro esigenze. In una provincia come la nostra è importante che le banche continuino a conoscere il tessuto economico locale e sappiano leggere le caratteristiche delle imprese, molte delle quali operano in settori strategici per l'economia pontina. Innovazione e sviluppo devono procedere insieme, senza perdere quel rapporto di prossimità che rappresenta ancora oggi un valore. D. L'evoluzione del settore bancario sta cambiando profondamente il rapporto con la clientela. Come si evita che una parte del territorio o della popolazione resti esclusa da questa trasformazione? R. La digitalizzazione rappresenta un'opportunità importante e consente di offrire servizi sempre più efficienti, ma non può diventare l'unico modello di relazione con il cliente. Esistono persone che continuano ad avere bisogno di un confronto diretto, così come ci sono realtà imprenditoriali che richiedono consulenza e conoscenza del territorio. La sfida è garantire inclusione finanziaria, facendo in modo che l'innovazione migliori i servizi senza creare nuove disuguaglianze nell'accesso al credito e all'assistenza bancaria. D. Questa evoluzione come si riflette sul lavoro nelle banche della provincia? R. I lavoratori stanno vivendo una fase di cambiamento molto intensa. Le riorganizzazioni, i nuovi modelli operativi e l'evoluzione dei servizi richiedono un costante aggiornamento professionale e una grande capacità di adattamento. A questo si aggiungono responsabilità sempre maggiori e, in molti casi, le pressioni commerciali. Le persone rappresentano il patrimonio più importante delle banche e accompagnare questa trasformazione significa investire nelle competenze, nella formazione e nella qualità del lavoro. D. Guardando ai prossimi anni, quale ritiene sarà la sfida principale per il settore bancario? R. La sfida sarà riuscire a coniugare innovazione, competitività e funzione sociale del credito. Le banche dovranno continuare a evolversi, ma senza perdere il legame con i territori e con l'economia reale. In questo percorso sarà importante anche il confronto avviato per il rinnovo del contratto nazionale, che dovrà accompagnare i cambiamenti in atto valorizzando il lavoro e le professionalità. Il futuro del settore dipenderà dalla capacità di tenere insieme tecnologia, qualità del servizio e centralità delle persone.