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La provincia dell'Aquila è una delle più vaste d'Italia e comprende decine di piccoli comuni distribuiti tra aree montane e vallate interne. In un contesto in cui lo spopolamento e la riduzione dei servizi rappresentano una sfida quotidiana, anche il sistema bancario è chiamato a svolgere una funzione che va oltre l'attività creditizia. Per il coordinatore provinciale della Fabi dell'Aquila, Pierluigi Baldini, mantenere una presenza bancaria significa sostenere famiglie, imprese e l'economia di territori che rischiano di diventare sempre più marginali. Domanda. La provincia dell'Aquila è caratterizzata da molti piccoli comuni e da un tessuto economico diffuso. Quale ruolo svolge oggi il sistema bancario in un territorio come questo? Risposta. In una realtà come la nostra la banca non rappresenta soltanto un luogo dove accedere ai servizi finanziari. È un punto di riferimento per le famiglie, per gli imprenditori e per tutte quelle attività economiche che contribuiscono a mantenere vivi i territori. Nelle aree interne il rapporto di conoscenza con il cliente continua ad avere un valore importante, perché consente di comprendere meglio le esigenze delle imprese e delle comunità locali. Per questo il credito deve continuare a svolgere una funzione di sostegno allo sviluppo, accompagnando la crescita economica senza perdere il legame con il territorio. D. Quando un piccolo comune perde la presenza di una banca, perde soltanto un servizio oppure qualcosa di più? R. Perde molto di più. Un presidio bancario contribuisce alla vitalità economica e sociale di una comunità. Significa offrire un punto di riferimento alle famiglie, agevolare l'attività delle imprese e garantire servizi essenziali anche a chi ha maggiori difficoltà negli spostamenti o nell'utilizzo degli strumenti digitali. È evidente che l'organizzazione delle banche evolve e che i modelli di servizio cambiano, ma nelle aree interne è importante che questa trasformazione tenga conto delle caratteristiche del territorio e non indebolisca ulteriormente comunità già chiamate a confrontarsi con problemi di spopolamento e riduzione dei servizi. D. Come stanno vivendo questa fase di cambiamento le lavoratrici e i lavoratori del settore bancario nella provincia dell'Aquila? R. I colleghi stanno affrontando una fase di grande evoluzione. Cambiano l'organizzazione del lavoro, i servizi offerti alla clientela e le competenze richieste. Tutto questo richiede formazione continua e la capacità di adattarsi a un settore che evolve rapidamente. Accanto all'innovazione, però, resta centrale il valore delle professionalità. La qualità della consulenza, la conoscenza del territorio e il rapporto di fiducia con la clientela continuano a rappresentare elementi fondamentali del lavoro bancario, anche in un contesto sempre più orientato alla digitalizzazione. D. Quale dovrà essere, secondo lei, la banca dell'Aquila nei prossimi anni? R. Dovrà essere una banca capace di innovare senza perdere il rapporto con il territorio. Le nuove tecnologie potranno migliorare molti servizi, ma non potranno sostituire la conoscenza delle comunità locali e la capacità di accompagnare famiglie e imprese nelle loro scelte. Per una provincia come L'Aquila sarà fondamentale continuare a garantire un sistema bancario vicino alle persone e alle attività economiche, perché la presenza del credito rappresenta un fattore di sviluppo e di coesione per l'intero territorio.






