Partiamo da un dato: la gip di Messina Arianna Raffa ha ritenuto che dietro il sistema di infiltrazione degli appalti “capitanato” da Francesco Scirocco non vi sia alcuna associazione mafiosa ma solo un’associazione a delinquere semplice. «Questo giudice non condivide, allo stato degli atti, la tesi accusatoria della costituzione da parte di Scirocco e dei concorrenti di un’associazione di tipo mafioso, di cui difettano gli elementi specializzanti della fattispecie di cui all’art. 416 bis c.p. che la distinguono rispetto al sodalizio ordinario, di cui all’art. 416 invero in queste sede ritenuto». Questa valutazione, che di fatto fa cadere l’aggravante mafiosa per ogni singola contestazione, però non rende meno grave quanto i carabinieri hanno scoperto. «A prescindere dalla valutazione sul difetto di gravità indiziaria in ordine all’intraneità di Scirocco e dei suoi stretti collaboratori a un gruppo organizzato di stampo mafioso, ciò che desta particolare allarme è che questi, nonostante la cristallizzata contiguità alla mafia barcellonese, alla confisca di prevenzione subita, al notorio coinvolgimento in procedimenti per fatti di straordinaria gravità, non sia stato allontanato dal contesto imprenditoriale ma, al contrario, sia stato valorizzato per gestire direttamente la esecuzione di importanti lavori pubblici, da vari imprenditori che se li erano aggiudicati, e che hanno fatto operare, nell’ombra, lo stesso Scirocco».
Così Scirocco riusciva a infiltrarsi negli appalti: «Comanda lui là dentro...tutte ste imprese fanno capo a lui»
La gip di Messina però precisa: «Non c'è l'associazione mafiosa, ma questo non diminuisce la gravità del sistema illecito»







