Pavia. «Il Pums è uno strumento di pianificazione strategica che guarda ad un periodo di 10 anni e vuole orientare le scelte che riguardano tutte le forme di mobilità cittadina per raggiungere, attraverso l'integrazione di diverse azioni, un miglioramento della qualità della vita in città in termini di spostamenti, inquinamento, traffico. L'obiettivo principale del Pums è quindi quello di migliorare la qualità della vita in città conciliando le esigenze di spostamento con la sostenibilità ambientale, sociale ed economica». Questa è la definizione di Pums data dall’assessora alla Mobilità, e vice sindaca, Alice Moggi. Assessora Moggi, Pavia sarà quasi tutta a zona 30? «Il piano operativo di Pavia Città 30 realizzato da Studio Pim ha previsto la classificazione funzionale di tutta la rete stradale urbana, come previsto dalla Direttiva Salvini, in base alle caratteristiche geometriche, ai flussi e al contesto insediativo. La città è stata poi suddivisa in aree omogenee (qualcosa di simile ai vecchi rioni). La rete di strade classificate come strade locali, all'interno delle zone individuate, e interzonale, avranno tutte un limite di 30 all'ora. Le strade di collegamento tra i quartieri manterranno il limite a 50, salvo che in tratti in cui vi è la presenza di scuole, negozi, o altri luoghi di aggregazione». Ponte coperto e Strada Nuova saranno pedonalizzati? «Si, il piano prevede la pedonalizzazione di Strada Nuova, come da nostro programma elettorale e di conseguenza anche del Ponte Coperto. Cominceremo a chiuderlo la domenica, quando le esigenze di gestione del traffico sono meno pressanti e le persone popolano il lungo fiume». Ci spiega come funzioneranno le cerniere di mobilità? «La pianificazione riguarda l'intera mobilità cittadina che deve essere il più possibile integrata, tra diversi mezzi. Le cerniere di mobilità sono sostanzialmente "nodi di interscambio" dove dovrà essere possibile lasciare l'auto e prendere il trasporto pubblico con una tariffa integrata o un sistema di mobilità pedo-ciclabile sicuro. Sia per chi proviene dall'esterno, che da chi transita all'interno della città». Quella di via Bramante coincide con l’insediamento delle famiglie nomadi? «Lì abbiamo anche un’altra area a fianco, comunque in prospettiva quel campo che ha davvero parecchi problemi strutturali potrebbe essere trasferito in una nuova area che verrà individuata nel Pgt. Ovviamente con tempi e modalità che verranno concordate». E cosa sarà l’Hub del Trasporto pubblico locale? «L'hub del tpl vuole ripensare alle stazioni cittadine, in particolare il piazzale della stazione, come nodi strategici di interscambio, che mettano al centro la mobilità collettiva e quella sostenibile, anche dal punto di vista economico con l'integrazione tariffaria». Verrà estesa la Zona a traffico limitato? «Il Pums prevede la possibilità di un completamento della Ztl, che attualmente in alcuni punti crea diverse difficoltà, è chiaro che un eventuale ampliamento si dovrà integrare con una serie di altre misure previste dal Pums come lo sviluppo delle cerniere di mobilità, delle aree di sosta e il miglioramento del trasporto pubblico locale. Oltre ovviamente che la messa in sicurezza dei percorsi pedonali e ciclabili». Come cambierà la mobilità in zona Dea/Maugeri/Mondino? «Abbiamo cominciato a regolamentare e riordinare la zona Ovest e mettere in sicurezza l'accesso delle ambulanze. La progettazione di tutta quell'area deve vedere il contributo di tutti gli enti coinvolti, a partire dal Policlinico che dovrebbe a mio modo di vedere risolvere il problema del parcheggio al servizio dell'ospedale che è inadeguato alla struttura, e l'università con cui a settembre ci incontreremo per cercare di risolvere il problema di via Ferrata».