«Le conclusioni dei pubblici ministeri erano state recepite nell’ordinanza del Tribunale del Riesame, successivamente annullata integralmente e senza rinvio dalla Corte di Cassazione». È quanto afferma Marco Zummo in riferimento all’inchiesta sul crac della Fondazione Betania Onlus.Zummo, amministratore delegato di Karol spa e Kbss srl, è tra gli indagati ai quali la Procura di Catanzaro ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, sono quelle di bancarotta fraudolenta per distrazione e autoriciclaggio.«Pagati 3,2 milioni di debiti verso i lavoratori»
«Non occorrono ulteriori commenti per discutere della fondatezza delle accuse contenute nelle conclusioni delle indagini», sostiene Zummo, richiamando la decisione della Suprema Corte.L’amministratore precisa inoltre che, dopo il proprio arrivo, avrebbe provveduto al pagamento di 3,2 milioni di euro di debiti maturati dalla Fondazione nei confronti dei lavoratori.La posizione sui canoni e sui flussi infragruppo
Zummo respinge anche le contestazioni relative ai rapporti economici: «Non vi è stata alcuna gratuità con riferimento ai canoni, che sono sempre stati contabilizzati, ma un pagamento anticipato».Quanto ai flussi infragruppo riconducibili a Karol, sostiene che sarebbero stati «coerenti e conseguenti alla centralizzazione dei servizi e della tesoreria» e che non avrebbero avuto alcun collegamento con la Fondazione Betania e con la successiva liquidazione giudiziale.Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Le contestazioni formulate dalla Procura dovranno essere verificate nelle successive fasi giudiziarie, nel contraddittorio tra accusa e difese.






