Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiÈ un fatto che la sinistra, non solo europea, sia scesa in piazza numerose volte per difendere la causa palestinese, ma mai per protestare contro l'eccidio del 7 ottobre 2023 (attuato con una crudeltà inaudita), e nemmeno sia mai scesa in piazza in modo massiccio contro l'aggressione all'Ucraina nonostante una violazione palese e continuata delle più elementari norme del diritto di guerra.

È un fatto che in Europa e negli Usa la sinistra abbia un occhio di riguardo nei confronti dell'immigrazione islamica, tanto da aver candidato più volte esponenti islamici alle elezioni, a volte con successo, come nel caso dei sindaci di Londra e New York.

Quali sono le cause di questa evidente affinità elettiva tra mondo islamico e cultura della sinistra (nonostante la evidente divaricazione delle posizioni su temi come il ruolo della donna o le tematiche Lgbtq+)? Non è solo un radicale antiamericanismo che finisce per far convergere due mondi apparentemente molto distanti, c’è qualcosa di più profondo. La sinistra occidentale ha da tempo elaborato una lettura della politica internazionale attraverso la categoria imperialismo/antimperialismo. Israele è diventato il rappresentante per eccellenza dell'Occidente in Medio Oriente. La Palestina è invece diventata il paradigma del popolo colonizzato: una volta assegnati i ruoli di oppressore e oppresso, diventa psicologicamente molto più difficile giudicare con lo stesso metro le azioni dei due contendenti