Android
Google ha scelto di rendere più complesso il sideloading delle app Android, permettendone – come una delle alternative in futuro supportate – l’installazione mediante ADB (Android Debug Bridge), strumento che permette a un computer di comunicare con uno smartphone Android tramite USB o rete WiFi. Consente di installare applicazioni, eseguire comandi, leggere i log, trasferire file e gestire alcuni pacchetti di sistema.
La novità è che ADB non scompare da Android 17, ma una delle operazioni più usate per alleggerire gli smartphone senza root ha smesso di funzionare. Il comando che per anni ha permesso di rimuovere un’app di sistema dal profilo dell’utente restituisce ora un messaggio piuttosto netto: “Failure [only root can delete system app for a particular user]“. Le prime segnalazioni hanno coinvolto Pixel aggiornati ad Android 17, YouTube, YouTube Music e il nuovo Android Developer Verifier, servizio di sistema Google che controlla se un’app proviene da uno sviluppatore verificato e se il pacchetto risulta associato correttamente alla sua identità e chiave di firma. Non certifica che l’app sia sicura: verifica soprattutto chi la distribuisce. Sebbene la distribuzione di Android Developer Verifier sia già cominciata sugli smartphone degli utenti, dovrebbe entrare in funzione – in Italia – nel corso del 2027.







