«Per queste strade meschine deve andare un uomo che non sia cattivo, che non sia né offuscato né spaventato... Lui è l’eroe, è tutto. Deve essere un uomo completo e un uomo comune eppure un uomo insolito. (..) Deve essere l'uomo migliore del suo mondo e un uomo abbastanza buono per qualsiasi mondo». Lo ha scritto Raymond Chandler del suo detective Philip Marlowe e sono parole che si adattano alla maggior parte degli eroi urbani. Come Spider-Man. E infatti nel 2009 la Marvel ha creato la linea Marvel Noir, con versioni dei propri supereroi ambientate negli anni Trenta della Grande Depressione, in un universo alternativo, utilizzando appunto molti stilemi dei romanzi e film noir. Il personaggio di punta è proprio Spider-Man, che ha debuttato quello stesso anno in una miniserie scritta da David Hine e disegnata dall’italiano Carmine Di Giandomenico. E dopo varie altre miniserie e apparizioni in film e serie tv d’animazione il personaggio diventa protagonista della serie di Amazon Prime Spider-Noir, ispirata (ma con varie differenze) a Spider-Man Noir e interpretata da Nicolas Cage che già lo aveva doppiato nei film animati «Spider-Man - Un nuovo universo» (2018) e «Spider-Man: Across the Spider-Verse» (2023), fra l’altro sceneggiati da Phil Lord e Christopher Miller, produttori esecutivi della serie. Per Spider-Man Noir la Marvel ha preso spunto dalla linea Elseworlds della rivale DC Comics di Superman, Batman e Wonder Woman, che inizia nel 1989 con l’albo speciale «Gotham by Gaslight», scritto da Brian Augustyn e disegnato da due maestri del fumetto come Mike Mignola e Philip Craig Russell nel quale Batman incontra Jack lo squartatore in una Gotham City vittoriana (anche se l'etichetta editoriale Elseworlds non era stato ancora creata). Così vengono presentati gli Elseworlds all’inizio di ogni albo: «Negli Elseworlds gli eroi sono tolti dalle ambientazioni a loro congeniali e posti in luoghi e tempi diversi. Alcuni sono esistiti veramente, altri potrebbero essere esistiti. Altri ancora non sono potuti, o non avrebbero dovuto, esistere. Il risultato sono storie che prendono personaggi a noi familiari e li rendono nuovi e interessanti come la prima volta che li abbiamo incontrati».