Roma, 26 maggio 2026 – «Ora alla gente farebbe molto comodo un eroe». Parole oggi quantomai attuali pronunciate da Ben Reilly, un investigatore privato della New York degli anni '30 con il volto di Nicolas Cage che, un tempo, proteggeva la città celando la propria identità dietro una maschera di lana. Quella del Ragno, la versione Marvel Noir di Peter Parker ambientata in un universo alternativo all'interno del franchise di Spider-Man della Sony, creata nel 2009 dagli scrittori David Hine e Fabrice Sapolsky e dagli artisti Carmine Di Giandomenico e Marko Durdevic.
È lui il protagonista di Spider-Noir, serie ideata da Oren Uziel e prodotta da Phil Lord e Christopher Miller, dal 27 maggio su Prime Video. Un uomo disilluso che ha deposto il suo travestimento dopo la morte della donna amata. Schiacciato dal senso di colpa e da una responsabilità che sente di aver tradito, Reilly cerca di sbarcare il lunario come investigatore. Ma il telefono non squilla e la Grande Depressione impazza. Almeno fino a quando non viene ingaggiato per pedinare Cat Hardy (Li Jun Li), affascinante cantante di night club sotto scacco del boss Silvermane (un sempre impeccabile Brendan Gleeson), a capo della città da quando The Spider è sparito. Un compito che lo costringerà a fare i conti con il suo passato da supereroe e con quei poteri che aveva giurato di non usare più.











