Alla frontiera con il Messico gli arrivi sono pochissimi ma non zero, come sostiene Trump
Gli Stati Uniti intensificano la pressione per catturare e deportare i migranti illegali con blitz negli aeroporti ma anche addirittura direttamente all'interno dei tribunali dell'immigrazione. La crisi dei migranti a Ceuta, l’enclave spagnola in Marocco, ha riportato il tema dell’immigrazione anche al centro dell’agenda della Casa Bianca, con il presidente Donald Trump che non si è risparmiato nell’attaccare la Spagna e l’Europa per la gestione della situazione.
Per l’inquilino della Casa Bianca, si tratterebbe di un’invasione, di una catastrofe: “Succederà la stessa cosa anche a noi se i Repubblicani non verranno eletti, solo che sarà peggio. Su scala molto più vasta e molto più facile in cui ritrovarsi invischiati”, aveva detto durante una riunione di gabinetto. Il presidente assicura che, a differenza dell’Europa, le frontiere americane abbiano registrato zero arrivi dall’inizio della sua presidenza, grazie ai suoi duri sforzi per reprimere gli arrivi e deportare gli immigrati già presenti negli Usa. La realtà è un po’ diversa, sebbene vi sia un calo drastico degli arrivi: nel 2025 gli incontri con migranti lungo il confine con il Messico sono stati 237.538, un numero decisamente inferiore rispetto agli 1,5 milioni registrati nell'anno fiscale 2024. Nel 2026 gli attraversamenti sono diminuiti ulteriormente, attestandosi spesso sotto i 10.000 incontri al mese. A luglio, ad esempio, il confine meridionale ha registrato un nuovo minimo storico per quanto riguarda gli incontri con i migranti: la U.S. Border Patrol ha registrato una media di appena 148 fermi al giorno lungo l'intero confine sud-occidentale, cifra che corrisponde a circa 4.600 incontri totali al confine nel corso del mese. Si tratta di un calo significativo anche rispetto ai bassi livelli registrati nei mesi di maggio e giugno 2026.









