A due anni prende in mano un violino per far dispetto alla sorella maggiore. La classica rivalità tra fratelli. Lei aveva iniziato a studiare musica e lui voleva fare esattamente la stessa cosa. Così i genitori, per non farli litigare gli costruiscono un minuscolo violino di legno. «È il punto nero della mia storia. Mi piacerebbe dire che avevo già la vena artistica, invece volevo solo dare fastidio a lei». Oggi Giovanni Andrea Zanon ha 28 anni, ventisei trascorsi con un violino in mano. È uno dei violinisti più apprezzati della sua generazione. Ha suonato alla Carnegie Hall di New York, al Teatro alla Scala di Milano, alla Elbphilharmonie di Amburgo, alla Philharmonie di Parigi, all’Arena di Verona, dove fa concerti immersivi, con tecnologie di frontiera, che avvicinano i più giovani alla musica classica. Potrebbe sembrare la storia dell’ennesimo bambino prodigio. In realtà è la storia di un ragazzo che per anni ha suonato il violino perché quello era il suo dovere. Perché era bravo e tutti si aspettavano che continuasse a esserlo. «A quel tempo la musica per me era un mezzo per ottenere quello che volevo». Lui sognava gli animali da cortile. «Per ogni concorso vinto mi facevo dare dai miei genitori, come premio, un pezzo di carta. Quando ne accumulavo un po’, li barattavo per avere un’anatra, una gallina, un’oca, un tacchino. Sono arrivato ad averne 40».
Giovanni Andrea Zanon, 28 anni, violinista star davanti a 10 mila ragazzi: «Si parla troppo di talento, io ho iniziato a suonare a 2 anni per fare un dispetto a mia sorella»
A due anni prende in mano un violino per far dispetto alla sorella maggiore. La classica rivalità tra fratelli. Lei aveva iniziato a studiare musica e lui voleva fare esattamente








