Viso d’angelo, determinazione d’acciaio e tanta disciplina all’archetto, Anna Tifu è un’acclamata violinista nel pieno della maturità artistica. Nata nel 1986 da mamma sarda e papà rumeno, è stata un’autentica bambina prodigio. A otto anni, dopo soli due di studio, vince il suo primo concorso, a dodici debutta alla Scala. La sua formazione è stata plasmata dal maestro Salvatore Accardo, con cui ha imparato tutto, a stare in scena e a gestire l’ansia da palcoscenico. Ospite regolare dell’Osn Rai, è la protagonista del concerto inaugurale della rassegna Rai NuovaMusica, sotto la direzione di Daniel Kawka. È in programma giovedì 23 ottobre alle 20,30 all’Auditorium Toscanini, in via Rossini 15.
Che cos’ha di speciale il concerto “Esercizi per non dire addio” di Silvia Colasanti, che esegue per Rai NuovaMusica?
«È un lavoro unico nel suo genere, fonde linguaggio moderno e tradizione. Pur rimanendo personale, la scrittura evoca suggestioni di Mahler e Schubert, usando con maestria silenzi, tensioni, improvvise aperture. La compositrice lo ha definito un racconto in suoni della memoria di ciò che ci è caro, con la musica come strumento per mantenere vivo il legame con il passato».
Si sente più a suo agio nel repertorio classico o con la musica di oggi?







