«Il mio sogno sarebbe venire a suonare alla Fenice con la mia orchestra. Proprio alla Fenice, dove tutto è cominciato, quando avevo cinque anni, e la mamma ha portato me e mia sorella a sentire il papà che suonava il violino nella prova generale della Bohème». Oggi quella bambina ha 43 anni e da diciannove è violino solista nella "Max Raabe und Palast Orchester", un ensemble che esegue musiche del cabaret berlinese degli anni Venti e Trenta. Papà Pierluigi da parecchi anni ha lasciato il teatro veneziano ed è in pensione; lei vive a Berlino e gira la Germania e il mondo con le tournée della sua orchestra, famosissima ovunque, ma meno in Italia. «Avevo anche provato a vedere se si riuscisse a venire a suonare alla Fenice», spiega Cecilia Crisafulli, «ma non è semplice». Il padre e la madre, Annamaria Di Pietro, sono di Messina, Cecilia e la sorella Valeria sono nate e cresciute a Venezia, ma in casa le tradizioni sono siciliane, così come lo sono i piatti del cuore, quelli che scaldano l'anima. Lei ha cominciato con il pianoforte, seguendo la sorella maggiore che andava a lezione di tale strumento. A nove anni è passata al violino con Edda Pitton: «È ancora la mia maestra, ci sentiamo e ci vediamo quando vengo a Venezia», sottolinea. Ancora la accompagna il ricordo di quei lunghi viaggi in vaporetto dal Lido, dove abitava, a San Tomà, a casa della maestra. Ci andava assieme al padre. «Chiacchieravamo un sacco», aveva affermato in un'intervista, «e ci coccolavamo, a volte ci prendevamo la cioccolata calda dopo la lezione, altre volte le caramelle, altre ancora le giostre per premio».