È di sei arresti domiciliari e sei interdizioni il bilancio di un’operazione condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Messina, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Le misure cautelari sono state eseguite questa mattina, a seguito di un’ordinanza emessa dal GIP presso il Tribunale di Messina, nei confronti di presunti promotori e gestori di un sodalizio criminale dedito alla gestione illecita di appalti pubblici.
Le indagini e la fonte della notizia
Stando alle informazioni pubblicate sul sito dei Carabinieri, l’operazione ha rappresentato l’epilogo di una complessa attività investigativa avviata nel novembre 2021. L’indagine è partita dalla denuncia di un legale rappresentante di un consorzio di imprese, che aveva segnalato la presenza sospetta di un imprenditore messinese di 61 anni all’interno di un cantiere pubblico per lavori di risanamento costiero e difesa dall’erosione. L’uomo, già condannato per concorso esterno in associazione di tipo mafioso, è stato individuato come principale indagato e ritenuto il vertice occulto dell’organizzazione.Chi sono gli indagati e le misure adottate
L’ordinanza cautelare, emessa dopo gli interrogatori preventivi di 16 soggetti su 20 indagati, ha disposto la custodia agli arresti domiciliari per sei persone, considerate promotori e gestori effettivi del sodalizio criminale. Altri sei imprenditori, ritenuti concorrenti esterni, sono stati colpiti dal divieto temporaneo di contrarre con la Pubblica Amministrazione. Le accuse contestate comprendono associazione per delinquere finalizzata alla gestione illecita di appalti pubblici, intestazione fittizia di imprese, subappalto illecito, frode nelle pubbliche forniture e riciclaggio dei proventi illeciti.Il modus operandi dell’organizzazione










