Dopo la riunione d'emergenza a Rabat, la Fifa ha emesso un comunicato con scuse parziali per la Ffe e ribadito il sostegno al presidente. Intanto emerge il giallo sulla finale del 2030 in Marocco, le accuse di ricatto dalla Giordania, e Blatter propone Lise Klaveness come candidata alla presidenzaDopo la riunione d'emergenza a Rabat, la Fifa ha emesso un comunicato con scuse parziali per la Ffe e ribadito il sostegno al presidente. Intanto emerge il giallo sulla finale del 2030 in Marocco, le accuse di ricatto dalla Giordania, e Blatter propone Lise Klaveness come candidata alla presidenzaL’incontro decisivo era stato convocato d'urgenza a Rabat, nelle sedi Fifa in Marocco. Mercoledì 5 agosto Gianni Infantino ha riunito attorno a sé i membri del management board: il segretario generale Mattias Grafström, il capo degli affari legali, il direttore finanziario, il responsabile delle comunicazioni e altri dirigenti di vertice. L’obiettivo: cercare di chiudere la settimana più difficile della sua presidenza. Al termine, la Fifa ha emesso un lungo comunicato. In cui in sostanza si riconoscono gli "errori commessi nel processo" della Fifa Forward Enterprise, ci si scusa per non aver coinvolto le federazioni, né il consiglio Fifa e si promette una revisione. L'indiscrezione sulla finale in MaroccoIl comunicato è firmato sia da Infantino che da Grafström, proprio colui che nei giorni precedenti aveva scritto in una mail interna di una "serie di eventi tristi e riprovevoli". Infantino ha poi pubblicato su Instagram una foto sorridente con il segretario generale, accompagnata da un riassunto del comunicato. Dal quale, però, era stata rimossa la parte delle scuse. Kevin Lamour, il chief operating officer che la settimana scorsa aveva detto all'Associated Press che Infantino aveva "ingannato" i colleghi con la Ffe, non era presente alla riunione. Nella stessa serata di mercoledì, Infantino e Grafström sono stati in tribuna insieme allo stadio di Rabat per Zambia-Malawi di Coppa d'Africa femminile.Le uniche notizie arrivate durante le ore della riunione hanno riguardato un'indiscrezione del Times: il quotidiano britannico ha scritto che Infantino avrebbe già promesso al Marocco (co-organizzatore del Mondiale 2030 insieme a Spagna e Portogallo) l'assegnazione della finale, in cambio di supporto politico alla sua presidenza. La Fifa ha smentito: "È falso e ingannevole affermare che il presidente Fifa abbia fatto promesse riguardo all'organizzazione della finale”. Ma il giornalista Martyn Ziegler continua a ribadire la veridicità della sua versione. Le accuse di Figo e le minacce di "ricatto" Su questo polverone si è innestata la voce di Luis Figo, ex Barcellona, Real Madrid e Inter, già candidato alla presidenza Fifa nel 2016 e consigliere Uefa: "Ho incontrato dei veri furfanti in questo sport. Ma quello che ho visto emergere negli ultimi dieci giorni è il comportamento più vile, ingannevole e meschino che io abbia mai visto. Infantino deve andarsene subito", ha scritto sul Daily Mail. Il primo ministro canadese Mark Carney, apparso più volte accanto a Infantino durante il Mondiale co-ospitato dal suo Paese, ha detto che la condotta del presidente Fifa "dovrebbe essere fatale" e ha aggiunto di non avere più alcuna fiducia in lui. E il principe Ali bin Al Hussein, presidente della federazione giordana e già sfidante di Infantino nel 2016, ha accusato pubblicamente la Fifa di "ricatto": ha raccontato di essere stato informato verbalmente durante il Mondiale che se avesse sostenuto Infantino alle prossime elezioni, la Fifa avrebbe risolto i problemi riscontrati dalla Giordania. Vale a dire: i visti negati ai tifosi dagli Stati Uniti, le tasse che altri Paesi co-organizzatori non avevano pagato, e il premio per la finale della Coppa Araba di dicembre ancora non versato. "Non lo abbiamo sostenuto prima e certamente non lo faremo ora. L'intera situazione equivale a un ricatto e noi ci rifiutiamo di cedere", ha scritto sui social.Sky News ha poi rivelato che prima del Mondiale la Fifa aveva inviato alle federazioni lettere di endorsement per Infantino già precompilate, con nome e firma del presidente della rispettiva federazione, da restituire come supporto ufficiale alla sua rielezione. Un ex presidente del comitato di governance Fifa ha definito la pratica "una violazione del principio di separazione dei poteri" previsto dagli statuti. Qualcosa, però, pare muoversi anche da fuori: Sepp Blatter, l'ex presidente Fifa cacciato nel 2015 per corruzione, su X ha fatto il nome di Lise Klaveness, presidente della federcalcio norvegese, avvocata ed ex calciatrice, come candidata ideale alla guida dell'organizzazione. "È l'unica che ha sempre avuto una posizione chiara e non allineata al mainstream. È il momento giusto per una donna a capo della Fifa", ha scritto Blatter. Klaveness, che in questi anni ha denunciato le violazioni dei diritti umani in Qatar e Arabia Saudita e si è battuta per la sospensione di Israele dalla Fifa, è già considerata dalla Uefa tra i profili più credibili per una candidatura alternativa. C’è tempo fino al 18 novembre per presentare la propria candidatura, sfidare Infantino e provare a sovvertire un ordine che in questo momento vacilla, ma prova diplomaticamente a ricompattarsi.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp
Caos Mondiali, Infantino si scusa (a metà) e non si dimette. Figo lo attacca: "Il comportamento più vile che abbia mai visto"
Dopo la riunione d'emergenza a Rabat, la Fifa ha emesso un comunicato con scuse parziali per la Ffe e ribadito il sostegno al presidente. Intanto emerge il gial










