Innovare nell’insonorizzazione, settore che non si evolve da decenni e presenta un mercato molto conservatore e altamente frammentato, non è facile. Ma grazie a un prodotto rivoluzionario e a una strategia commerciale che potremo definire ibrida, Phononic Vibes sta crescendo a grande velocità, con il fatturato che nel 2025 ha raggiunto i 7 milioni di euro e “siamo arrivati al break even”, puntualizza subito Luca D’Alessandro, fondatore e amministratore dell’azienda, “e quest'anno raddoppieremo ancora e inizieremo a generare utili”.
Phononic Vibes è nata come spinoff del Politecnico di Milano nel 2018 da tre ricercatori che hanno scoperto la possibilità di utilizzare i metamateriali per migliorare le performance sia in termini di insonorizzazione che di peso rispetto al classico fonoassorbimento che si fa normalmente con le schiume. E se si pensa che l’insonorizzazione, anche se non la vediamo, riguarda dall’1 al 5% di tutti gli oggetti con i quali interagiamo o frequentiamo, dall’automobile agli elettrodomestici, dalle infrastrutture agli edifici, il mercato è davvero enorme
“Grazie alle nostre ricerche e a 16 brevetti registrati, i nostri prodotti a parità di performance riescono a usare il 30% in meno di materiali e questo è molto importante per le applicazioni su prodotti che si muovono che così peseranno meno oppure, a parità di peso riescono ad avere il 30% di performance in più. Inoltre, non siamo vincolati alla schiuma e i nostri pannelli possono essere anche trasparenti come quelli che abbiamo installato in una parte del passante ferroviario di Amburgo e in altre città della Germania, lungo tratti di ferrovie di Deutsche Bahn, uno dei nostri clienti più importanti”.








