Di: ATS/FCi La Svizzera rischia di non raggiungere l’obiettivo climatico fissato per il 2030. Lo ha ammesso il consigliere federale Albert Rösti, responsabile del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC), in un’intervista pubblicata oggi dal quotidiano Le Temps.La causa principale sono i tagli di bilancio decisi dal Consiglio federale. Un contesto nel quale “non vedo come la Confederazione possa stanziare i 300-400 milioni supplementari necessari”, ha dichiarato il consigliere federale UDC riferendosi ai fondi per l’acquisto di crediti di emissione all’estero, strumento chiave per ridurre le emissioni di CO2.Gli impegni della SvizzeraLa Svizzera si è impegnata a ridurre di metà le sue emissioni di gas a effetto serra entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. L’obiettivo finale è raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050.“Se non raggiungeremo l’obiettivo del 2030, sarà necessario rafforzare le misure nel decennio successivo”, ha avvertito il responsabile del DATEC. Tra le possibilità ha citato l’estensione del sistema di scambio di quote di emissione agli edifici e ai trasporti per generare maggiori entrate.Nessuna nuova misura immediataNonostante il rischio e un’estate caratterizzata da condizioni meteorologiche estreme, Albert Rösti non intende adottare per il momento misure diverse da quelle già approvate. La Svizzera fa “già molto”, ha sottolineato, ma “è evidente che dopo il 2030 bisognerà andare oltre”.Nuova legge sul CO2 in preparazioneIl consigliere federale sta preparando una nuova legge sul CO2 per il periodo 2030-2040 che “sarà sottoposta a consultazione a breve”. Il fondo dell’Ufficio federale dell’ambiente da 30 milioni di franchi, destinato a sostenere progetti di adattamento, dovrebbe aumentare. “È necessario potenziare i mezzi destinati all’adeguamento, senza ridurre quelli destinati alla riduzione delle emissioni”, ha precisato.Il ministro dell’ambiente ha inoltre annunciato una nuova strategia nazionale per l’approvvigionamento idrico, che dovrebbe essere sottoposta prossimamente al Consiglio federale. L’obiettivo è garantire un migliore coordinamento intercantonale e definire le priorità in caso di carenza idrica.Radiogiornale delle 12.30 del 6.08.2026