Politica e Giustizia
Giovanni M. Jacobazzi
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Se c’è una riforma destinata a segnare davvero la legislatura, sicuramente non sarà l’autonomia differenziata, né il premierato, né la separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici, né tantomeno la modifica del Consiglio superiore della magistratura.
L’unica grande riforma organica che il governo Meloni potrà rivendicare di aver portato integralmente a termine è, paradossalmente, quella meno discussa nel dibattito politico: la delega fiscale. Con il via libera definitivo questa settimana del Consiglio dei ministri agli ultimi tre decreti legislativi attuativi, si chiude un percorso iniziato nell’agosto del 2023 e composto complessivamente da 29 provvedimenti, inclusi 8 Testi unici. Un risultato che pochi, all’inizio della legislatura, avrebbero pronosticato. Per decenni il sistema tributario italiano è stato infatti terreno di promesse, annunci e riforme incompiute. Questa volta, invece, il governo è riuscito a completare integralmente la delega conferita dal Parlamento.






