Sono passati 41 anni dall'omicidio di Ninni Cassarà. Il 6 agosto 1985 in via Croce Rossa a Palermo, all’età di soli 38 anni, veniva assassinato Ninni Cassarà, vicequestore aggiunto e vicedirigente della Squadra mobile, da sempre in prima linea contro il crimine organizzato.
Insieme a lui perse la vita l’agente di scorta Roberto Antiochia, mentre l’altro agente presente, Natale Mondo, riuscì a salvarsi miracolosamente riparandosi sotto l’automobile di servizio.
Cassarà rappresentava uno dei più stretti e fidati collaboratori del giudice Giovanni Falcone, distinguendosi per un’eccezionale competenza professionale e una profonda conoscenza delle dinamiche mafiose.
Il suo lavoro a stretto contatto con il pool antimafia fu determinante per ricostruire nei minimi dettagli la complessa mappa del potere criminale emergente e i fattori che, a seguito della sanguinosa guerra di mafia del 1981, avevano sancito l’ascesa inarrestabile del clan dei Corleonesi guidato da Totò Riina, Bernardo Provenzano e Luciano Leggio.
Il rigoroso patrimonio informativo da lui raccolto sul campo si sarebbe rivelato decisivo, a un anno di distanza dal suo barbaro omicidio, per la formulazione dei capi d’accusa e l’avvio del celebre Maxiprocesso di Palermo.






