L’Italia sposa l’AI Act con la nostra normativa. Con quali effetti, lo vedremo.Con l’approvazione in via definitiva di due decreti legislativi attuativi della delega conferita dall’art. 24 della legge 23 settembre 2025, n. 132, il Consiglio dei Ministri ha completato il primo intervento organico di adeguamento dell’ordinamento italiano al Regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 giugno 2024 (Artificial Intelligence Act – AI Act).L’intervento normativo assume particolare rilievo in quanto disciplina uno dei settori maggiormente sensibili dell’impiego di sistemi di intelligenza artificiale, le attività di pubblica sicurezza e di polizia, bilanciando le esigenze di prevenzione e repressione dei reati con la tutela dei diritti fondamentali della persona, primo fra tutti il diritto alla protezione dei dati personali sancito dagli articoli 7 e 8 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.Il legislatore nazionale ha adeguato l’ordinamento interno all’impostazione del regolamento europeo, fondata su un approccio “risk based“, secondo cui il livello di regolazione cresce in funzione del rischio che il sistema di intelligenza artificiale presenta per i diritti fondamentali e per la sicurezza delle persone.📚 AI ACT: il nuovo REGOLAMENTO europeo sull'INTELLIGENZA ARTIFICIALEIndice degli argomenti
L'Italia si adegua all'AI Act: cosa cambia con il decreto - Agenda Digitale
L’Italia adegua il proprio ordinamento all’Ai Act e disciplina l’uso dell’intelligenza artificiale nelle attività di polizia. Il riconoscimento biometrico resta possibile solo entro limiti rigorosi, con autorizzazioni preventive e responsabilità rafforzate per tutelare sicurezza pubblica e diritti fondamentali.
L'Italia adegua la normativa all'AI Act: due decreti disciplinano AI in pubblica sicurezza con human oversight. Vendor AI: scraping biometrico vietato, identificazione facciale in tempo reale consentita solo per eccezioni tassative (vittime, terrorismo, reati gravi), responsabilità operatore.










