Un tempo c’erano le foto con “prima e dopo” nel retrocopertina di qualche giornaletto o rivista che accettava dubbia pubblicità. Di solito annunci di un dimagrimento miracoloso o una forma fisica palestrata in virtù di qualche trattamento tutto da dimostrare stavano a fianco di prodigiosi occhiali a raggi X che promettevano di far vedere i corpi della gente sotto i loro vestiti, come se i raggi X non mostrassero direttamente gli scheletri al lubrico cliente interessato al prodotto.Era ancora il Novecento. Mentre l’ingenuità degli occhiali vedo-nudo è stata abbandonata forse grazie all’alfabetizzazione generalizzata, oltre all’avvento di un sentimento di correttezza del costume impostosi almeno sulla carta, le promesse in ambito sanitario, dimagrante e medico hanno solo cambiato i canali attraverso cui manifestarsi per meglio abbindolare il mondo abbindolabile.Negli ultimi mesi il giornalismo investigativo americano si sta interrogando su quanti dei medici, guaritori e influencer del benessere che popolano le bacheche social siano davvero esistiti. Un’inchiesta del New York Times pubblicata il 21 luglio 2026 ha provato a dare risposta numerica a un’inquietudine diffusa, individuando centinaia di figure generate dall’Intelligenza Artificiale, camici bianchi, diplomi alle pareti, testimonianze in prima persona costruite per vendere integratori al pubblico americano, in particolare a donne anziane con patologie croniche.Indice degli argomenti